Il viaggio attraversa quattro isole, avanti e indietro lungo la rotta: un piccolo assaggio di ciascuna, prima di partire.
Honshu 本州
l'isola dei contrasti
È l'isola centrale dell'arcipelago, la più estesa e allungata, che separa la costa del Pacifico da quella del Mar del Giappone con la dorsale montuosa delle Alpi giapponesi. Fa da cerniera tra Hokkaido a nord e Kyushu a sud: nel nostro viaggio la percorriamo da est a ovest lungo la costa pacifica, con una risalita verso le montagne di Takayama.
Honshu è il Giappone che si crede di conoscere e quello che sorprende di più. Sulla costa del Pacifico corrono le metropoli — Tokyo, Kyoto, Osaka — mentre l'interno si solleva in montagne oltre i tremila metri, le Alpi giapponesi, con il profilo del Fuji a fare da custode. In agosto la pianura è calda e umida, e salire in quota è un sollievo che i giapponesi cercano da sempre. È il cuore storico del Paese: l'eleganza misurata di Kyoto da una parte, l'anima gioviale del Kansai dall'altra. E la cucina è un mosaico: i takoyaki di Osaka — la sua «pizza», dicono —, le raffinatezze di Kyoto, il manzo di Hida servito su una foglia di magnolia. Per noi sarà la spina dorsale del viaggio: la Tokaido ad alta velocità, e i treni panoramici che risalgono le gole verso Takayama.
«Mare selvaggio — e sopra l'isola di Sado la Via Lattea.»
Kyushu 九州
l'anima vulcanica e ospitale
Si trova all'estremità sud-occidentale dell'arcipelago, separata da Honshu dallo stretto di Kanmon e rivolta verso il Mar della Cina Orientale: storicamente la porta più vicina al continente. L'interno è modellato dal vulcanismo, con rilievi e caldere, mentre la costa è frastagliata di baie. Vi arriviamo da Honshu attraversando proprio lo stretto di Kanmon in treno.
Il Kyushu è terra modellata dal fuoco: grandi caldere come quella del monte Aso, e il Sakurajima che fuma sereno davanti a Kagoshima, la città gemellata con Napoli. In agosto il clima ha tratti quasi subtropicali, ma i suoi abitanti hanno fama di essere i più aperti e cordiali del Paese. Da sempre porta d'ingresso delle influenze dal continente e dall'Europa — qui vissero i cristiani nascosti di Nagasaki —, l'isola ha una cultura del cibo tutta sua: a Fukuoka il tonkotsu ramen, un brodo così denso che le guide lo chiamano «cappuccino di ossa», si gusta nei chioschi di strada; e al posto del sake regna lo shochu, il distillato di patate dolci. Ci si arriva in un modo che è già racconto: il treno si tuffa sotto il mare, allo stretto di Kanmon.
Shikoku 四国
il giardino segreto
È la più piccola delle quattro isole principali, adagiata a sud di Honshu al di là del Mare Interno di Seto, a cui è collegata dal grande ponte di Seto. L'interno è un susseguirsi di montagne ripide e valli remote come quella di Iya, con la costa settentrionale rivolta proprio sul Mare Interno. Vi arriviamo da Okayama, sospesi sull'acqua a bordo del Marine Liner.
La più piccola delle quattro isole è anche la meno visitata, e questo è il suo dono: la natura è intatta, il ritmo rallenta. Montagne ripide nascondono valli remote come quella di Iya, dove si rifugiarono — narrano le cronache — i guerrieri sconfitti del clan Taira; a nord, la costa si distende sul Mare Interno di Seto. L'identità dell'isola è spirituale: il cammino degli 88 templi fondato da Kobo Daishi, percorso ancora oggi da pellegrini vestiti di bianco. In agosto, a Tokushima, l'Awa Odori riempie le strade di danze. E poi c'è la tavola: Shikoku è la capitale del Sanuki udon, che nei locali self-service si scotta da sé, come veri abitanti del posto. Ci arriveremo nel modo più scenografico: sul Marine Liner, sospesi sull'acqua lungo il grande ponte di Seto.
«Fin da quando ero bambino, il temperamento irriflessivo che ho ereditato dai miei genitori mi ha causato un sacco di guai.»
Hokkaido 北海道
la frontiera del nord
È l'isola più settentrionale dell'arcipelago, separata da Honshu dallo stretto di Tsugaru e collegata da un tunnel sottomarino che passa proprio sotto lo stretto. Il paesaggio è dominato da grandi pianure, rilievi vulcanici e laghi, con un clima decisamente più fresco del resto del Paese. Vi arriviamo in treno, attraversando il tunnel sotto lo stretto fino a Hakodate.
Il nord estremo è un mondo a parte: pianure larghe, laghi vulcanici, parchi immensi e, in estate, i campi di lavanda di Furano. Ad agosto è la meta perfetta: l'isola resta fresca, ed è l'unica regione del Giappone che la stagione delle piogge non tocca. La sua cultura è unica, segnata dall'eredità del popolo Ainu, con le sue credenze animiste e la sua musica. E Hokkaido, dicono le guide, «è un sapore»: i granchi dalle chele generose, i frutti di mare del mattino, il latte delle sue fattorie, la soup curry speziata e il miso ramen di Sapporo. Per raggiungerla si compie un piccolo prodigio dell'ingegneria: il tunnel Seikan, quasi 54 chilometri sotto lo stretto di Tsugaru, il più lungo tunnel sottomarino del mondo. All'uscita, la luce del nord: Hakodate e la sua ora blu.
Le tappe del viaggio in ordine, con le gite e le opzioni. Ogni città ha una guida pratica heat-aware e foto reali.